Un weekend torinese indimenticabile: tra bambini che sognano e campioni che ispirano10 Novembre 2025

Un weekend torinese indimenticabile: tra bambini che sognano e campioni che ispirano

Due giorni. Due eventi completamente diversi. Ma un unico filo rosso: raccontare lo sport attraverso le storie vere, quelle che ti fanno venire i brividi.

Sabato alla Sisport: quando Athleticon prende vita

Sabato 8 novembre me lo ricorderò a lungo. Vedere 100 bambini correre sulla nuova pista indoor della Sisport, insieme ad Antonella Palmisano, Leonardo Fabbri e Daisy Osakue è stato… non so nemmeno come descriverlo.

“Athleticon era nato durante la pandemia per spiegare ai bambini le regole del ritorno allo sport in sicurezza,” ho raccontato durante il talk iniziale con Andrea Schiavon. “Ora il fumetto diventa carne e ossa con questi eventi che servono a far conoscere i campioni ai più piccoli.”

Ma è quando hai davanti gli occhi di quei bambini che capisci davvero il senso di tutto questo. Una bambina ha chiesto ad Antonella: “Ma tu cammini così veloce anche quando vai a comprare il pane?” E Antonella ha riso, l’ha abbracciata, e in quel momento c’era tutto.

Abbiamo diviso i ragazzi in cinque stazioni: marcia con Antonella, peso con Leo, disco con Daisy, prove multiple con me, più una stazione di velocità. Vedere Leo circondato da bambini, sentire le sue parole sulla meditazione… è questo che voglio fare. Far capire che dietro ogni medaglia c’è una persona vera.

Daisy ha tagliato il nastro del nuovo impianto. Per lei, cresciuta proprio qui alla Sisport, è stato un momento emozionante: “Non avrei mai immaginato che il disco mi avrebbe portato fin qui: essere d’esempio per le nuove generazioni fa venire i brividi.”

Al termine, il Gold Athleticon Awards. Leo e Antonella hanno ricevuto il braccialetto d’oro per i loro valori d’ispirazione e impegno sociale. Io e Daisy quello in argento. Ma il vero premio? I sorrisi di quei 100 ragazzi. Quello non te lo dà nessuna medaglia.

Domenica alle ATP Finals: l’atletica incontra il tennis

Il giorno dopo, ancora Torino ma scenario completamente diverso. Casa Tennis, Piazza Castello, nel cuore delle ATP Finals. Io, Antonella e Leo sul palco a raccontare Athleticon davanti a un pubblico di appassionati di tennis.

Leo ha raccontato della sua passione per i fumetti da bambino: “Se all’epoca fosse esistito un fumetto sull’atletica, probabilmente avrei capito prima che quella era la mia strada.”

E io ho spiegato ancora una volta perché ho voluto fortemente questo progetto: “Durante la pandemia volevo trovare un modo per continuare a parlare ai bambini. Per dire loro che lo sport sarebbe tornato. E così è nato il primo fumetto.”

Il pubblico ci ha fatto domande bellissime. Leo ha parlato della meditazione, Antonella della sua amicizia con Maria Perez, io del mio recupero dall’infortunio al tendine d’Achille e degli Europei di Birmingham 2026 che sono il mio prossimo grande obiettivo.

Prima di andarcene, abbiamo firmato la grande racchetta di Casa Tennis, quella dove firmano tutti i campioni che passano di lì. Tre atleti dell’atletica accanto ai più grandi tennisti del mondo. Un simbolo che lo sport è uno solo, che i valori sono gli stessi.

E poi, ciliegina sulla torta: siamo andati all’Inalpi Arena a vedere le semifinali delle ATP Finals. Vedere dal vivo quell’atmosfera, quel pubblico, quella tensione… è stato bellissimo. E pensare che il giorno prima eravamo noi sul palco a raccontare le nostre storie.

Due eventi, una sola emozione

In 24 ore sono passata dalla pista di atletica al palco del tennis. Dai bambini in tuta agli appassionati in giacca e cravatta. Dalla Sisport dove sono cresciuta, a Casa Tennis dove firmano i campioni mondiali.

Due pubblici diversissimi. Ma la stessa reazione: curiosità, domande, voglia di conoscere le nostre storie. Voglia di capire cosa c’è dietro una medaglia, cosa significa allenarsi per anni per un sogno, cosa provi quando finalmente quel sogno si realizza.

E io ho capito ancora di più perché ho voluto Athleticon. Perché non basta vincere. Non basta salire sul podio. Bisogna raccontare, bisogna condividere, bisogna far capire che anche tu, bambino di 8 anni che provi il salto in lungo per la prima volta, puoi arrivare lì.

L’anno scorso è stato durissimo per me. L’intervento, la riabilitazione, la paura di non tornare quella di prima. Ma ai mondiali di Tokyo ho avuto ottime risposte. Il corpo ha memoria. E adesso guardo avanti, alla stagione indoor, con la certezza che ogni sacrificio, se ci credi davvero, viene ripagato.

Ma nel frattempo, continuo a fare questo. Portare l’atletica tra i bambini, nelle scuole, negli eventi. Farla uscire dalle pagine del fumetto e trasformarla in esperienza vera. Perché il mondo non si è mai fermato. Siamo noi che dobbiamo continuare a correre, con ancora più determinazione e lealtà.

Grazie Torino

Grazie Torino per questo weekend incredibile. Grazie alla Sisport per il nuovo impianto stupendo. Grazie ai 100 bambini che hanno corso con noi sabato. Grazie a Casa Tennis per averci ospitato domenica. Grazie ad Antonella, Leo e Daisy per aver creduto in questo progetto.

Questo è solo l’inizio. Athleticon continuerà a crescere, evento dopo evento, storia dopo storia. Perché i sogni si realizzano con impegno e passione. E io voglio che ogni bambino lo sappia.

Ci vediamo alla prossima tappa! 💙

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