Il salto in lungo

È la prima specialità della seconda giornata dell’eptathlon.

Il pensiero di Sveva

Quando penso al salto in lungo mi tornano in mente tantissimi ricordi d’infanzia passati sulle pedane della mia provincia.
Il mio sogno da piccola era diventare come Fiona May per cui nutro per questa specialità un certo affetto.
Tanto bello quanto insidioso il salto in lungo, basta poco, una minima distrazione, una condizione ventosa mal valutata per sbagliare la rincorsa e incappare in un salto nullo.
Il salto in lungo secondo me è ciò che più ci avvicina agli uccelli e al volare, quando inizio la mia rincorsa e guardo dritto avanti a me sento proprio il desiderio di staccare e volare, di sentire quella sensazione di invincibilità che genera l’elevazione da terra.

Personale di Sveva

Record 5.95 metri +0.0 vento stabilito ai campionati italiani assoluti 2019 BRESSANONE (BZ).

...E ci sono arrivata così

Dopo una prima giornata di gare stratosferiche, nonostante la tensione scaturita dal livello delle attese, al primo salto, appoggio fuori dall’asse di stacco e, con una chiusura discutibile, arrivo a 5.95 metri. Il giudice all’anemometro segna un due metri e mezzo di vento a favore, nonostante la mia sensazione fosse di averlo contro. AL secondo salto desidero migliorarmi ancora, voglio i 6 metri, me li sento addosso, ma niente da fare: 5,87 metri. Al terzo tentativo chiudo ancora a 5.95 con vento +0.0.
Felice per il punteggio ottenuto con i 5.95, ma con l’amaro in bocca per quei 6 metri lasciati sull’asse.

Il mio sogno...

Sfondare il muro dei 6 metri.

Curiosità!

In coppa Europa a Madeira sono arrivata in prossimità della battuta con il mio piede non di stacco, ho saltato comunque un 5.35; successivamente ho accettato di rischiare e con i tecnici presenti abbiamo rivoluzionato completamente la rincorsa, passando da 15 appoggi a 18. Così, alla prima esperienza a 18 passi di rincorsa, ho raggiunto il vecchio record personale di 5.87.