Sveva è stata ospite di «E le Donne», il programma di CR1 condotto da Eleonora Busi che dà voce alle storie di donne straordinarie nella loro quotidianità. Nella puntata del 6 ottobre ha raccontato il suo percorso: dalle corse nei corridoi delle elementari al record italiano dell’eptathlon, passando per allenamenti, infortuni, rinascite e progetti per il futuro.
Solare, determinata e decisa
Sono i tre aggettivi che Sveva ha scelto per descriversi. Solare, perché il sorriso, ha detto, è sempre la sua firma. Determinata, perché nelle prove multiple serve per gestire il corpo e non fermarsi al primo problema. E decisa:
Quando prendo una decisione difficilmente riesco a schiodarmi da quella. Potrebbe sembrare testardaggine, ma mettiamola in positivo.
Sveva Gerevini
Tutto è cominciato in un corridoio di scuola
La storia di Sveva con l’atletica inizia in prima elementare, a Casalbuttano. Il bidello della scuola la vede correre nei corridoi e avvisa l’allenatore del paese, Annunzio Monfredini, che chiama direttamente a casa. È la nonna a portarla al primo allenamento. Sveva faceva già danza, pattinaggio e pallacanestro, ma l’atletica non la conosceva affatto.
Mi è piaciuto tanto poter competere da sola, non in una squadra: tutto dipendeva da me, nel bene e nel male. Probabilmente ho trovato il mio ambiente e la mia dimensione.
Sveva Gerevini
Sette prove, sette stati d’animo
L’eptathlon sono sette specialità in due giorni: 100 ostacoli, salto in alto, getto del peso e 200 metri nella prima giornata; salto in lungo, giavellotto e 800 metri nella seconda. Gli 800 finali, dopo sei fatiche, Sveva li definisce scherzando «una sevizia».
I 200 metri, che chiudono la prima giornata, sono invece il suo momento di libertà: «Io dico: apriamo le gabbie!». Il salto in alto e il giavellotto sono le prove che le chiedono più concentrazione. Nell’alto, con tre tentativi a misura, in gara pensa a una sola parola, «scorrere», per trovare il ritmo giusto senza irrigidirsi. Gli ostacoli, all’inizio i più difficili, sono diventati un punto di forza. Al suo primo campionato italiano assoluto ne prese in pieno uno e cadde a terra: si rialzò e finì la gara.
Sempre in crescita
Il record italiano di 6.413 punti è arrivato il 31 maggio 2026 a Götzis, in Austria, nel giorno del suo trentesimo compleanno, grazie soprattutto a due lanci ben sopra la sua media nel peso e nel giavellotto. Proprio per questo Sveva sa di avere ancora margine:
Il giorno in cui si incastrerà tutto, forse riuscirò a dire che più di così non posso fare. Ma succede molto raramente, e questo ti stimola ad avere sempre fame.
Sveva Gerevini
Ha raccontato anche di un inverno difficile, in cui le sembrava di non riuscire a esprimersi. Poi sono arrivati alcuni cambiamenti nel modo di allenarsi, scelti andando contro la sua natura «un po’ rigida», e la fame è tornata più forte di prima.
Allenamento, studio e lavoro
Oggi Sveva si allena due volte al giorno, sei giorni su sette, con tanto lavoro in palestra, perché forza e potenza sono la base di quasi tutte le sue discipline. Prima di diventare atleta a tempo pieno ha conciliato sport, scuola e lavoro: si è laureata in Tecniche di radiologia studiando in treno e, alle superiori, alzandosi anche alle 4 del mattino per recuperare. Poi ha lavorato in due cliniche, a Parma e a Crema, con colleghi che le coprivano i turni durante raduni e gare. Quando quei ritmi stavano diventando insostenibili è arrivata la chiamata del Centro Sportivo Carabinieri: dal 2020 si dedica solo all’atletica.
Cadere e rialzarsi
Gli infortuni, ha spiegato, all’inizio erano un dramma, oggi sono una sfida. Il più duro è stato la frattura di un metatarso durante una gara a Modena, alla vigilia della qualificazione ai Mondiali e a pochi mesi dall’anno olimpico. Tornata a casa, ha sfogato tutta la rabbia strappando la bandiera dell’Italia su cui aveva scritto i suoi titoli italiani. Poi è ripartita.
Dopo quel momento è ripartita la sfida: persona nuova, si riparte. Il problema c’è stato, adesso giorno per giorno ricostruiremo e torneremo meglio.
Sveva Gerevini
E così è stato: la stagione successiva si è aperta con il record italiano del pentathlon alla prima gara indoor, poi il quarto posto ai Mondiali indoor di Glasgow e, nonostante un altro stop, il primo record italiano dell’eptathlon, conquistato in casa agli Europei di Roma. Il momento più bello della carriera, però, per Sveva deve ancora arrivare.
Il nonno, in pedana con lei
Come da tradizione del programma, Sveva ha portato in studio il suo «oggetto del cuore»: un piccolo bastone intagliato che, secondo la mamma, ha la stessa faccia del nonno. Il nonno era uno dei suoi primi tifosi: dopo ogni gara portava i suoi risultati in trattoria, al bar e agli amici. Da quando non c’è più, quel bastone la accompagna alle gare importanti, portato spesso dai parenti che vengono a vederla.
Quando sono in pedana e le cose non vanno benissimo, dico: dai nonno, dammi la forza, fammi volare.
Sveva Gerevini
Il futuro: Los Angeles e un sì
In pedana l’obiettivo è qualificarsi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Fuori dalla pedana, a giugno 2027 Sveva sposerà Lorenzo, per iniziare a costruire insieme la loro famiglia. E il nonno? «Io lo vedo bene a Los Angeles», ha scherzato con la conduttrice: nella valigia della Nazionale, assicura, c’è posto anche per lui.
Per saperne di più
- CR1: la puntata di «E le Donne» del 6 ottobre 2026
- Cremonaoggi, 12 ottobre 2026: l’intervista di Eleonora Busi

