Sveva a Götzis nel tempio dei giganti.26 Maggio 2026

Sveva a Götzis nel tempio dei giganti.

Ci sono luoghi, nello sport, che da soli raccontano la grandezza di una disciplina. Per il tennis è Wimbledon, per il ciclismo le Alpi del Tour de France. Per chi fa prove multiple, quel luogo si chiama Götzis, un piccolo paese del Vorarlberg austriaco di poco più di diecimila abitanti, che da 51 anni ospita il meeting più importante del mondo per eptathlon e decathlon al di fuori di Olimpiadi e Mondiali.

E nel 2026, Sveva sarà lì.

Un invito che è già un riconoscimento

L’ingresso nella entry list dell’Hypomeeting non si compra, non si chiede: si conquista. Gli organizzatori del Möslestadion selezionano ogni anno le migliori multipliste del pianeta, e nell’edizione 2026 Sveva figura tra 32 atlete provenienti da 16 nazioni, tutte sopra i 5.900 punti di accredito. La compagnia è di altissimo livello: la belga Noor Vidts (6.707), la svizzera Annik Kälin (6.639), l’olandese Emma Oosterwegel (6.590, bronzo olimpico a Tokyo 2020), la finlandese Saga Vanninen (6.563, campionessa europea indoor), le statunitensi Taliyah Brooks e Allie Jones.

Sveva si presenta con il suo record italiano di Roma 2024, i 6.379 punti che l’hanno consacrata nell’élite mondiale.

Il Möslestadion: dove nascono le leggende

Il Möslestadion non è uno stadio come gli altri. Qui Roman Šebrle, nel 2001, è diventato il primo decatleta della storia a superare la barriera dei 9.000 punti. Qui hanno trionfato Jackie Joyner-Kersee, Jessica Ennis-Hill, Katarina Johnson-Thompson, Nafissatou Thiam — i nomi che hanno scritto la storia dell’eptathlon. Nel 2023 Anna Hall è diventata la quinta eptatleta di sempre a superare i 7.000 punti proprio su questa pista.

L’atmosfera è leggendaria: tribune sempre piene di un pubblico tecnicamente preparatissimo, l'”Olé!” gridato all’unisono prima di ogni prova, una copertura mediatica internazionale senza pari. World Athletics, non a caso, lo ha definito ufficialmente “a mecca for combined eventers”.

Pari ad un campionato europeo.

C’è un dettaglio regolamentare che spiega l’assoluto valore di questo meeting. Nel sistema dei ranking della federazione internazionale, l’Hypomeeting di Götzis mantiene una categoria a sé stante, un privilegio unico al mondo: è classificato come (Categoria GL), con un peso specifico nel ranking equivalente a quello dei Campionati Europei outdoor.

Tradotto: ogni piazzamento ottenuto al Mösle Stadium assegna un bonus di punti posizionamento (Placing Score) immenso, pari a una finale continentale. Insieme a Talence, nessun altro meeting privato sul pianeta gode di questa considerazione da parte di World Athletics. Per Sveva e per i suoi partner, è la certezza di misurarsi in un evento che è, di fatto, un Campionato Europeo a invito, fondamentale per blindare il passaporto per i prossimi appuntamenti internazionali.

La preparazione di Sveva: una prova di maturità fuori dalla comfort zone

Il percorso verso Götzis, quest’anno, ha il sapore della sfida totale, non solo fisica ma soprattutto mentale. Dopo lo storico cammino che l’ha portata ai vertici mondiali insieme a Pietro Frittoli, Sveva si presenta a questo appuntamento affrontando un momento di transizione, con la guida tecnica sul campo affidata temporaneamente a Gianni Tozzi, in attesa di seguire l’evoluzione dello stato di salute dello storico coach.

In questo snodo delicatissimo, Sveva ha fatto quadrato intorno al suo nucleo più stretto: il manager Matteo Penna, il fisioterapista Lorenzo Boccali, presenza fondamentale sul campo, e la mental coach Giulia Momoli. Un team unito che ha saputo trasformare la tensione in energia pulita, blindando la concentrazione sull’orizzonte più importante: crescere prova dopo prova.

16 anni dopo l’ultima italiana

L’albo d’oro e la storia di Götzis parlano chiaro: l’Italia ha sempre fatto un’enorme fatica a portare le proprie bandiere in questa competizione, proprio per via dei criteri di selezione spietati degli organizzatori austriaci. Dopo l’epoca d’oro di Gertrud Bacher a cavallo tra gli anni ’90 e duemila, l’ultima apparizione di un’eptatleta azzurra al Mösle Stadium risaliva al 2010, con la partecipazione di Francesca Doveri.

Oggi, a distanza di oltre 15 anni da quell’ultima volta, Sveva rompe questo lungo digiuno e raccoglie ufficialmente il testimone. Non ci va da comparsa, ci va da primatista nazionale, da atleta olimpica e da punto di riferimento di un intero movimento.

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