Sveva a Focus di OA Sport: Parigi, Götzis e la sfida verso Los Angeles 202811 Giugno 2026

Sveva a Focus di OA Sport: Parigi, Götzis e la sfida verso Los Angeles 2028

Il record italiano, le Olimpiadi di Parigi e la strada verso Los Angeles 2028. Sveva è stata ospite di «Focus», il format di interviste di OA Sport, in una lunga chiacchierata in diretta trasmessa l’11 giugno 2026, pochi giorni dopo il nuovo primato italiano dell’eptathlon conquistato a Götzis.

Parigi, dopo 24 anni

Alle Olimpiadi di Parigi 2024 Sveva ha riportato l’Italia nell’eptathlon olimpico dopo 24 anni di assenza. Un traguardo costruito passo dopo passo, nonostante una stagione complicata: il quarto posto ai Mondiali indoor di Glasgow, poi il primo record italiano e il sesto posto agli Europei di Roma, che le hanno dato i punti ranking necessari.

Inizialmente mi sembrava un obiettivo talmente grande, quasi impossibile da porsi. Poi giorno dopo giorno ho iniziato a crederci sempre di più. L’ho realizzato forse alla fine della gara, dopo gli 800, quando ho guardato in alto e ho visto i cinque cerchi: ho gareggiato davvero alle Olimpiadi.

Sveva Gerevini

A Parigi, ha raccontato, il dolore al tendine d’Achille l’ha condizionata soprattutto nei salti, e il giavellotto è il rimpianto più grande. Ma è proprio questo il bello e il difficile delle prove multiple: ogni specialità è una seconda occasione per rifarsi. E con gli 800 finali Sveva si è ripresa quello che aveva lasciato per strada.

Una cavalletta in giro per l’Italia

All’epoca dell’intervista Sveva viveva ancora a Cremona e, per trovare strutture e tecnici per ogni disciplina, si spostava continuamente: l’alto a Modena, il giavellotto a Bologna, periodi di lavoro a Rieti. «La mia seconda abitazione è la mia auto», ha scherzato. Un periodo non semplice, dopo che il compagno di allenamento Dario Dester era andato ad allenarsi all’estero e anche il suo allenatore Pietro Frittoli era stato male.

C’era stata anche l’ipotesi di trasferirsi in Belgio, poi sfumata. Ma lasciare l’Italia non sarebbe stata una scelta a cuor leggero, per una come lei, legatissima alla famiglia: «Preferisco quasi essere una cavalletta che salta dai piedi alla testa dell’Italia in auto».

Dal grillo parlante all’atletica

Da bambina Sveva faceva di tutto: atletica, pattinaggio a rotelle, pallacanestro, nuoto in estate e dieci anni di danza. Con risultati, ammette ridendo, non sempre brillanti: al primo saggio di danza moderna le fecero fare il grillo parlante. Uno sport alla volta ha lasciato tutto il resto, ma ogni esperienza le ha lasciato qualcosa che oggi le torna utile in pedana, dalla destrezza all’elasticità.

Da piccola sognava di fare l’atleta, ma le sembrava un sogno impossibile, tanto che pensava di diventare fiorista o fisioterapista. Poi, obiettivo dopo obiettivo, ha capito che c’era qualcosa. Ha lavorato come tecnico di radiologia allenandosi due volte al giorno, finché nel 2020 è entrata nel Centro Sportivo Carabinieri.

Europei, Mondiali, Olimpiadi: senza il gruppo sportivo a sostenermi sarebbe stato impossibile.

Sveva Gerevini

Glasgow, la medaglia sfiorata

Il quarto posto ai Mondiali indoor di Glasgow 2024, a dieci punti dal podio, resta un ricordo dolce e amaro insieme. Sveva ha confessato che ogni tanto, la sera, ripensa a quella gara: a un salto in lungo più ragionato, a degli 800 gestiti diversamente.

Le medaglie restano, i record si cancellano. Il riscatto non l’ho ancora vissuto: ce l’ho ancora qua.

Sveva Gerevini

Il record di Götzis e il regalo dei 30 anni

A fine maggio, a Götzis, è arrivato il nuovo record italiano, trascinato da un giavellotto oltre i 48 metri. Sveva ha raccontato di essere riuscita, per una volta, a tenere a bada la sua foga nei lanci e a restare lucida. Il giorno dopo ha compiuto trent’anni: «Penso sia il regalo di compleanno più bello che potessi farmi».

E i margini ci sono ancora: a inizio stagione la velocità non era al massimo, e ostacoli e 200 metri possono ancora crescere.

Verso Los Angeles, e oltre

La preparazione si costruisce stagione per stagione, ma l’obiettivo è chiaro: raccogliere il punteggio necessario per essere a Los Angeles 2028 e vivere una seconda Olimpiade. Dopo mesi difficili soprattutto a livello mentale, Sveva ha detto di aver trovato una strada e di sentirsi più serena.

Cerco di essere sempre felice: anche quando le cose vanno male bisogna trovare qualcosa di bello.

Sveva Gerevini

E dopo? Le idee non mancano: allenare, soprattutto l’alto livello, tornare a fare il tecnico di radiologia perché le piace prendersi cura delle persone, oppure raccontare lo sport come giornalista. Nel frattempo continua a portare l’atletica ai bambini, parlando di sport, salute e alimentazione.

Per saperne di più

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