Nella giornata dominata dal tennis per la splendida vittoria di Jannik Sinner all’Australian Open, anche l’atletica italiana può festeggiare un nuovo primato: quello di Sveva Gerevini nel pentathlon indoor. Ad Aubiere, tappa inaugurale del World Combined Events Tour, è una strepitosa medaglia d’argento per Sveva!
Ottimo inizio con primato personale nei 60 ostacoli (8″27), poi progressi anche nel salto in alto (1.76m PB) e nel getto del peso (12.41m). La svolta decisiva arriva nel salto in lungo con l’eccezionale 6.25m che proietta Sveva al secondo posto.
Infine, nella prova degli 800 metri, l’atleta cremonese completa la fantastica giornata chiudendo in 2’12”57 netti e totalizzando 4538 punti: nuovo record italiano indoor di pentathlon che migliora il suo precedente primato di Ancona 2022!
È un argento strepitoso, ottenuto anche grazie al supporto di una squadra eccezionale: dall’allenatore Pietro Frittoli al fisioterapista Lorenzo Boccali, dal manager Matteo Penna al Comandante Ottaviano Iuliano, senza dimenticare la preziosa mental coach Giulia Momoli. Fondamentale anche il sostegno della sua famiglia, in particolare del fratello Alan, e degli sponsor Web Athletics, Adidas e Self Omninutrition, sempre presenti.
Un successo corale che lancia segnali più che positivi in vista dei prossimi appuntamenti.
“Ero convinta di poterlo fare e spero che sia solo il primo passo per un ulteriore salto di qualità. Non l’avevo proprio considerata l’ipotesi di andare via da qui senza il record, sono contenta di averlo migliorato in questo modo, però credo di avere ancora margine. Ora spero di salire nel ranking e intanto sogno di potermi qualificare per i Mondiali indoor di Glasgow, con la possibilità di gareggiare di nuovo agli Assoluti di Ancona, ma in primavera dovrò andare in caccia di risultati nell’eptathlon per puntare agli Europei di Roma”.
Poi l’azzurra racconta la sua giornata: “C’era l’incognita della tenuta, perché non affrontavo una competizione di prove multiple dagli Euroindoor e perciò da quasi un anno. Nei 60 ostacoli credevo di valere un crono del genere, adesso il mio personale ha un altro ‘suono’, ma con la consapevolezza di qualche imprecisione a metà gara. Mi sono sorpresa di me stessa nell’alto, senza errori fino a 1,76 e ho ‘pelato’ 1,79 sfiorandolo con il tallone. Ha cominciato a farsi sentire la stanchezza: nel peso ho messo l’ultimo lancio di rabbia, guadagnando trenta centimetri, ed era il minimo che potessi fare. Nel lungo all’inizio ho sbagliato i tempi dello stacco, poi un nullo pieno a far aumentare la tensione. Per la prima volta in vita mia ho chiamato la ‘clap’ al pubblico, allungato la rincorsa e sono entrata decisa. L’ultimo tratto degli 800 mi sembrava davvero in salita, cercavo un tempo migliore ma ero provata a livello nervoso. Dopo la mazzata dell’infortunio dell’anno scorso, ci voleva questo record”. (fidal.it)
















